Michele Borrelli: "L’educazione come cura dei sentimenti"

Estratto dal libro “Nuovo umanesimo o nichilismo. Grandezza e miseria dell’Occidente” di Michele Borrelli

L’educazione come cura dei sentimenti


Senza la cura dei sentimenti, senza una educazione ai sentimenti è a rischio le tenuta del nostro Io (inconscio del singolo), della nostra collettività (inconscio collettivo), in ultima analisi: è a rischio la nostra civiltà. E, infatti, è pensabile una società senza sentimenti? Senza sentimenti collettivi? E d’altra parte: se dominano i sentimenti collettivi, c’è ancora un sentimento individuale? Il singolo agisce o è agito? Crollano archetipi e i miti costruiti su di essi. E nuovi archetipi vengono generati per nuovi miti sui quali ergere una nuova dimora per i nostri sogni e le nostre speranze; prova di ciò è il fatto che i sentimenti, diversamente dai miti e dagli archetipi di turno, non possono essere mai messi da parte. Senza i sentimenti non c’è l’uomo. Ecco allora il rinnovarsi di nuovi miti: la prestazione, l’efficienza, la competitività e il calcolo, il denaro nell’oblio e rimozione forzata della sfera emotiva. La paideia sposta il suo baricentro dall’uomo (ricerca del senso) alle macchine e ai robot. L’uomo-macchina, efficiente, produttivo, sostituisce l’uomo portatore di sentimenti e di passioni. L’archetipo del consumo al posto del cuore.

Michele Borrelli, Nuovo umanesimo o nichilismo. Grandezza e miseria dell’Occidente, Asterios Editore, Trieste 2017, § 10.4 L’educazione come cura dei sentimenti, p. 189.



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